Archive for October, 2012

Rotovelo – Terra Cycle inside!

Cet article est également disponible en français.

Carrying on the adventure and the fine tuning of the most efficient veicule in the world: a velomobile. You may want to read my first posts about the Rotovelo prior to the below.

Idler in place (3)

Idler in place

During the setup of the Rotovelo,  I managed to get the chain too short…I also pointed out some aspects I wanted to possibly improve or change, not because they do not work but like any rider as such on this small planet, I have my preferences…

I am coming from the running and triathlon realm. Two disciplines where brands are very important. You discuss at almost any training session at the swimming pool or the race track of a product or another. I remember being a fan of two in particular: Saucony at the race track and Tyr at the swimming pool. Even no longer running I bought a pair of my favorite running brand during my last holiday in California. About two third of the price applied in Europe by the way.

Back to recumbent world and velomobile now. A brand that I almost immediately spotted in the recumbent realm was Terra-Cycle. I liked the details and the care taken to make their products. Despite the fact that some Terra-Cycle idlers was already on the Catrike Speed, I wanted to get rid of most of this noisy chain tubes. I needed the return idler and order a new kit to achieve this and only have a small part of about 30 centimetres of chain tube remaining on the trike now, making the transmission less noisy and creating a more pleasant ride. When ordering your idler kit from Europe you are redirected to Icletta, official importer of Terra-Cycle for Europe.

Fitting the new idler on the Rotovelo:

When setting up the Rotovelo I made the chain too short. Icletta sells chains to per meter, very convenient and easy. I replaced the chain with a Sram PC 951 along with its rapid chain connector. Thinking about Icletta make me think of Terra-Cycle idlers. I tried to adapt the old one of the Catrike on the Rotovelo but the diameter was too big (70mm). The Rotovelo original idler is 60mm, the Catrike 70mm and the fact that the idler structure of the Rotovelo is welded to the chassis means no flexibility (see gallery for further details). I ordered another idler kit of 65mm, and set it up with no problem. I am so far happy with this setup, I did not remove any chain tube on the Rotovelo. The chain tubes are everywhere below the body and protect the chain from projection of water. As usual look at the attached gallery for more information. Thanks for reading!

This procedure is only a proposition and followed at ones own risk and responsibility. It has not the approval from Trisled. I remain open to any comment or suggestion seeking advice and improvement. It has not been tested over long rides and I may update accordingly at a later stage according to my experience.

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L’essere SNOB in latino puro.

Oggi rientro a scuola.

Dante Alighieri. Io non ci sono andato da almeno tre anni. Io avevo altro da fare, inoltre occupato ad imparare il tedesco per provare a seguire qualche pezzo di conversazione quando andavo a Basilea a trovare la mia ragazza che lavorava come senior scientist presso l’università. Anche devo ammettere che mi ero appassionato per il triathlon per compensare il guai del lavoro in banca. Quest’anno si inizia differentemente. Appassionato di bici reclinate adesso che la mia carriera di triathleta sembra finita per bene dovuto a problemi senza fine di salute, io mi sono trovato a scambiare a proposito di queste bici. Ma la pena non sembrava voler andare davanti con tanta voglia, oppure la tastiera dovrei dire. Sciocco, mi sentivo come se fosse fermato oppure senza capacità ad andare davanti. Non perché le idee se ne andavano ma pure perché nel cervello il vocabolario e le parole non c’erano più. Ero deciso per un rientro a scuola, adesso convinto che la lingua senza praticarla ovviamente… si perde.

Ritrovo per una parte la stessa classe ed i stessi studenti che avevo lasciati qualche anno fa. Sono il giovane, è chiaro. Ritrovo la professoressa rimasta la stessa persona. Piemontese anche lei, appassionata della dolce lingua con una cultura che sembra sempre illimitata. Ha la capacità di convertire un testo di alcune parole in un’analisi durante un’ora e mezza di corso.

Ho parlato con italiani emigrati Ginevra, impressionati di vedere un nato svizzero diventato italiano sul tardi della sua gioventù dovuto ad un cambiamento di legge parlante un italiano un po’ classico. Loro stano sempre scherzando, dicendomi che nel bel’paese la dolce lingua modo Dante non si parla tanto. Hanno certamente ragione, si parla magari più l’italiano “rosa” di quello di Pirandello oppure Dante.

La prima serata dell’anno scolastico è normalmente dedicato ai termini di organizzazione, cioè si sceglie un’opera d’arte da leggere poi si inizia con un’ bel analisi di testo di cui la  professoressa ha il segreto (e la copia ovviamente) per poter valutare i livelli rispettivi delle persone presenti. Riguardo all’opera d’arte non ci sono tante chiacchierate quest’anno. Si continuerà quella iniziata l’anno scorso. Il Gattopardo di Giuseppe Tomasi Di Lampedusa. Per quanto riguarda l’analisi di testo io rimango sempre sbalordito quando arriva la copia. Nel brano di questa serata, firmato da A. MORAVIA, sono disseminati puntini per segnalare che mancano il verbo oppure la preposizione o ancora il sostantivo. Prego si non essere la prossima persona scelta della signora professoressa per l’ottanta per cento delle frasi. Anche se sembra facile non lo è. Questo è italiano vero, quello che ti fa ragionare, che ti fa cercare le radice sue, nel paese, nella regione o ancora nel suo popolo e le sue tradizioni associate all’epoca si trova alla quale si rivolge.

A me l’analisi di testo piace. Mi piace perché rappresentano sempre un’opportunità di aprire la sua mente verso altri orizzonti che io non ho mai avuto opportunità oppure curiosità d’imparare. Questo è chiaramente dovuto alla ricchezza del vocabolario, il quale cambia sempre a seconda del contesto e della regione in cui il testo, la prosa oppure la novela si svolge. Qui si tocca alla cultura che a me importa sapere sopratutto per imparare un brano di come fosse l’Italia del nonno venuto da San Giorgio Canavese all’inizio della ventesimo secolo per lavorare (cioè mangiare).

Ecco mi qua in  corso d’italiano, superiore come viene descrito sul volantino della scuola…

quello che mi rimette al mio posto di studente, con dubbi e che si chiede se non ha spinto una porta sbagliata, come se si sentisse in un spazio sospeso, solo di fronte al pezzo di carta mal fotocopiato, con frasi e costruzione che non poteva mica pensare possibili. E questo italiano che a volte fa tremare sulla propria sedie. Non è il “rosa”, è quello serio, quello della storia.

Questa serata durante il corso di un’oretta e mezza, ripassando questa analisi di magari una meta pagina siamo arrivati al termine snob e snobistico. Stesso senso del francese. Che ci fa pensare all’inglese ed a persone che se la gioca. Andiamo davanti ad analizzare e cercare le radice, arriviamo indubitabilmente al latino. Snob viene da sine nobilitate, da sine nobilitate siamo arrivati a snob. Che vuole dire senza nobiltà. Eccola qua la sorpresa: di senza nobiltà siamo adesso (origin. Garzanti) a: snob (ingl.) chi ostenta raffinatezza|

E non vi sbagliare!

Non mi permetterei disprezzare il “rosa“, tutto il rosa della vita lo compro volentieri per seguire… il Giro, pensando sempre che per calcio ci sono sempre tropo pagine. Ecco vedete quando si prende per un italiano vero e che non lo è!

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